Specialized technical forum in support   of the United Nations

Sustainable Development Goals (SDGs)

Registration UNGM 571236

with committment agenda for

reducing global warming and assuring sustainable development by CO2 reduction

To support sharing of best practices

in full pursuance of the United Nations Sustainable Development Goals and relevant International Undertakings

Registered with the European Commission Transparency Registry no. 828861521546-07
of 05/05/2016 
 

     To reduce tree cutting & global warming,

in reason of tree capacity to reduce atmospheric Co2 and global warming. 

In pursuance of tree respect and protection in rural and urban trees and the sharing of best practices thereto

 

 

Presa di posizione della Commissione ITPC

per l'immediata abrogazione del Testo Unico Forestale (TUF)

approvato dal precedente governo italiano 

ed essenzialmente incostituzionale

 

 

 

INCOMPATIBILITA' DEL TESTO UNICO FORESTALE (TUF)

A DISPOSIZIONI COSTITUZIONALI ED INTERNAZIONALI

 

Il Testo Unico Forestale promosso dal precedente governo italiano non può sussistere come Legge dello Stato italiano perché viola una serie impressionante di disposizioni legislative, sia di diritto Costituzionale interno sia a livello di Convenzioni Internazionali in materia ambientale a cui il nostro Paese si é legato in modo vincolante

 

Invece di stimolare la piantumazione massiccia e la riforestazione come unico mezzo di riduzione della C02 e quindi dell'effetto serra il TUF dà il via libera al taglio dei boschi spontanei (definiti:incolti) su tutto il territorio nazionale ma poiché gli alberi assorbono la CO2 proteggendoci dalle conseguenze devastanti del global warming (riscaldamento globale), tagliare gli alberi, “assorbitori” di CO2 (che ci rimetterebbero 80 anni aì ricrescere con la stessa estensione fogliare) equivale condannare a morte le future generazioni, che verranno travolte dagli effetti devastanti (scioglimento dei poli ) provocati dall'effetto serra.

 

INOLTRE BRUCIARE ALBERI NELLE COSIDDETTE CENTRALI A BIOMASSA PRODUCE EMISSIONI DI CO2 nella misura del 150% DEL CARBONE FOSSILE QUINDI CONTRADDICE I PROTOCOLLI DI KYOTO.

 

Tutto ciò in violazione dei Principi per lo sviluppo Sostenibile N. 13, Riduzione del Riscaldamento Globale e dei suoi impatti e del Principio 15 -Tutela della Vita sulla Terra, promossi il 25 Settembre 2015 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e in palese violazione della la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) che sancisce l'impegno a stabilizzare la concentrazione atmosferica di C02

 

Il Testo Unico forestale può provocare danni gravissimi a boschi e foreste considerati in una visione e una logica industriale-produttivistica; non come ecosistemi da tutelare per la loro biodiversità e presidi idrogeologici, bensì solo come un capitale che deve produrre legno, contro ogni eco-logica che li considera invece ecosistemi naturali che si auto-governano contravvenendo quindi alla Conevenzione sulla Diversità Biologica fatta a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992 (ratificata dallo Stato Italiano con Legge 14 febbraio 1994 n.124) e a cui anche l'Unione europea partecipa ai sensi della decisione del Consiglio 93/626/CEE e richiede,la valutazione degli effetti negativi significativi derivanti dai progetti sulla diversità biologica, definita all'articolo 2 della convenzione, al fine di evitarli o ridurli al minimo. per arrestare la perdita di biodiversità

 

Nel TUF non sono più considerati “boschi” e sono messi sullo stesso piano quelli che si stanno spontaneamente rinaturalizzando, le fustaie non diradate negli ultimi 15 anni e quelli di neoformazione spontanea, classificandoli tutti “terreni abbandonati o incolti”. Ciò apre la strada all’abbattimento di quasi il 40% dell’intera superficie forestale italiana con danni incalcolabili al paesaggio e al turismo italiano contravvenendo alla Costituzione della Repubblica Italiana art. 9 comma secondo: La Repubblica…tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione.

 

Incompatibile é la disposizione con cui il TUF consente il taglio “a raso” per motivi di interesse pubblico, in pieno contrasto con la tutela dell’ambiente, definita (Corte Costituzionale n. 145/2013) “interesse pubblico di valore costituzionale primario ed assoluto”, e quella delle foreste “bene giuridico di valore primario e assoluto” (Corte Cost.le n. 105/2008).

 

Il TUF contravviene alla Convenzione sulla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, firmata in Berna il 19 settembre 1979, lentrata in vigore il 1 giugno 1982 e ratificata dall'Italia con la legge n. 503 del 5 agosto 1981 in cui L'Italia si impegna ad adottare tutte le misure idonee a garantire la conservazione degli habitat della flora e faunae a promuovere politiche nazionali per la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali


Incompatibile anche il principio del TUF con cui le foreste demaniali possono essere affidate in gestione a soggetti privati, anche qui in contrasto con il principio del primario interesse pubblico sancito dalla Corte Costituzionale

Il TUF si rivela inoltre lesivo per la qualitò dell'aria autorizzando il taglio dei boschi spontanei, fonte di ossigeno e riduttori di CO2 Atmosferica e ledendo il diritto alla salute dei cittadini sancito dalla Dichiarazione di Stoccolma, (Principio 1) che stabilisce una connessione diretta fra diritti umani e protezione dell’ambiente e quindi il diritto per i cittadini a vivere ad un ambiente sano

 

La Qualità dell'aria di un paesaggio disboscato peggiorerebbe in netto contrasto con la tutela della salute pubblica e soprattutto della qualità dell'aria , che secondo l' OMS rappresenta la prima causa di mortalità in Europa. Questo soprattutto a sfavore della tutela della salute dell'infanzia e quindi in violazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo (New York, 20 Novembre, 1989) in cui si lega indissolubilmente il diritto alla salute dell’infanzia e la prevenzione dei rischi legati all’inquinamento ambientale;

 

Nel TUF non è prevista la protezione dalle utilizzazioni boschive nelle aree di dissesto idrogeologico, come avviene invece da quasi un secolo. Contravvenendo alle disposizioni della Pubblica Sicurezza ed esponendo ai rigori della Convenzione Per la Responsabilità Civile per Danni Causati da Attività Dannose all’Ambiente (Convenzione di Lugano del 26 Giugno 1993) che lascia un periodo di trent’anni per accertare e chiedere i danni subiti per attività lesive all’ambiente;

 

Il silenzio e l'elusione dell'opinione pubblica sul Testo Unico, che appare sconosciuto ai più, contravviene alla Convenzione di Aarhus sull’Accesso all’Informazione Pubblica ed Accesso alla Giustizia in Affari Ambientali (25 Giugno, 1998), in cui si sottolinea l’obbligo per gli Stati ed il diritto dei cittadini di essere pienamente informati e partecipare al processo decisionale in materia ambientale, nonché di avere accesso alla Giustizia in materia di ambiente;

 

Il TUF aprirebbe la porta agli speculatori, violando le linee guida per la corretto rapporto impresa-ambiente e impresa-popolazione, sancito dalle Nazioni Unite  a cui si sono legate le imprese, obbligandosi al loro rispetto.

 

Fra i dieci principi del Global Compact dell’ONU al capitolo ambiente leggiamo :

Principio N. 7 -Il Business deve supportare un approccio precauzionale alle sfide ambientali

Principio N. – deve prendere iniziative per promuovere un più grande responsabilità ambientale

Principio N.9 – deve incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie ambientali amichevoli e non distruttive

 

Si deve abrogare il TUF che dà il via libera al taglio dei boschi spontanei (definiti:incolti) su tutto il territorio nazionale: esso é anti-costituzionale perché va contro alle leggi dello Stato e agli accordi presi dall'Italia in materia di protezione dell'Ambiente e della salute pubblica.

 

Visto che gli Alberi assorbono la CO2 proteggendoci dalle conseguenze devastanti del global warming (riscaldamento globale), distruggere gli assorbitori di CO2 (che ci rimetterebbero 80 anni aì ricrescere con la stessa estensione fogliare) equivale condannare a morte le future generazioni, che verranno travolte dagli effetti devastanti (scioglimento dei poli ) provocati dall'effetto serra.

 

La Commissione desidera proporre

 

1) l'attivazione dellle misure necessarie a dichiarare l'INCOSTITUZIONALITA' del TUF che riducendo il numero di alberi favorisce l'aumento della Co2 e l'effetto serra.

 

2) proporre un decreto legge d'urgenza sospensivo del TUF,  per evitare gli abbattimenti previsti già da fine ottobre 2018 , distruggendo la natura, gli animali del bosco, gli alberi e, con essi, il nostro futuro

 

 

 

 

 

alcuni link utili

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/22/decreto-foreste-il-presidente-mattarella-non-firmi-lennesima-legge-ai-danni-dellambiente/4180250/

 

“E’ davvero paradossale che, di fronte al problema dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e fertilità dei suoli, dei recenti devastanti incendi di cui sempre più, dal Nord al Sud, si sospetta il legame criminale con le centrali a biomasse, invece che conservare gli alberi esistenti e piantarne altri, se ne incentivi il loro abbattimento! – Patrizia Gentilini, Il Fatto Quotidiano

 

http://www.goticoabruzzese.it/testo-unico-forestale-abruzzo/

Giuristi e professionisti del settore hanno infatti evidenziato come il testo poco chiaro del decreto fornisca ampio margine di intervento a speculatori, che attraverso le maglie di interpretazione del TUF sarebbero autorizzati a monetizzare incondizionatamente sul taglio degli alberi, anche in zone protette. Una prospettiva allarmante, che porta in dote rischi collaterali, quali l’aumento di traffico pesante (e quindi di inquinamento) in zone montane per il taglio e il trasporto del legname, la perdita di biodiversità, i dissesti idrogeologici, e le infiltrazioni criminali nei diversi territori.

 

http://gognablog.com/legge-sfasciaforeste/

Infatti, nel frattempo, siamo arrivati all’approvazione il 16 marzo 2018 del Testo Unico Forestale (TUF): http://www.lastampa.it/2018/03/16/italia/cronache/boschi-e-foreste-via-libera-a-sfruttamento-e-messa-in-sicurezza-7hQyXKO4ZiYVzvkovRvkUN/pagina.html.

A nostro giudizio (confortato da moltissimi altri, accademici e non) un vero delirio. Finora, per quanto ci risulta, gli unici a tuonare in Parlamento avverso questa pianificazione della mercificazione dei nostri boschi (come leggerete) sono stati parlamentari del M5S e L&U; ci auguriamo che altri, anche di altre forze politiche, si aggiungano e prendano l’impegno di abrogare il prima possibile questo ennesimo atto irresponsabile contro le foreste italiane e a favore di una gestione che le vede solo come metri cubi di legname.

 

Fuori dal Parlamento, sui social network e sull liste specializzate, la protesta contro il TUF si allarga a macchia d’olio: https://ilfoglietto.it/il-foglietto/5794-testo-unico-forestale-una-legge-contro-la-vita-la-protesta-di-accademici-associazioni-e-migliaia-di-cittadini&utm_source=newsletter_254&utm_medium=email&utm_campaign=il-foglietto-della-ricerca-n-10-del-15-marzo-2018-anno-xv.

 

                                        13 PUNTI DA CAMBIARE NEL DECRETO SFASCIAFORESTE
Il TUF è un Decreto Legislativo di gravità eccezionale per i boschi italiani. Il Gruppo dei 30 lo definisce Decreto sfasciaforeste.
Questi gli undici punti “critici” e da modificare radicalmente perché rappresenterebbero un colpo mortale alla Natura del nostro Paese.

  1. Le foreste sono trattate secondo una visione e una logica industriale-produttivistica; non come ecosistemi da tutelare per la loro biodiversità e presidi idrogeologici, bensì solo come un capitale che deve produrre legno.

  2. L’equazione foreste = coltivazioni per il cui mantenimento è necessario l’intervento dell’uomo è contro ogni eco-logica che le considera invece ecosistemi naturali che si auto-governano.

  3. Non sono più considerati “boschi” e sono messi sullo stesso piano quelli che si stanno spontaneamente rinaturalizzando, le fustaie non diradate negli ultimi 15 anni e quelli di neoformazione spontanea, classificandoli tutti “terreni abbandonati o incolti”. Ciò apre la strada all’abbattimento di quasi il 40% dell’intera superficie forestale italiana!.

  4. E’ consentito il taglio “a raso” per motivi di interesse pubblico, in contrasto con la tutela dell’ambiente, definita (Corte Costituzionale n. 145/2013) “interesse pubblico di valore costituzionale primario ed assoluto”, e quella delle foreste “bene giuridico di valore primario e assoluto” (Corte Cost.le n. 105/2008).

  5. Non è prevista la protezione dalle utilizzazioni boschive nelle aree di dissesto idrogeologico, come avviene invece da quasi un secolo.

  6. Le foreste demaniali possono essere affidate in gestione a soggetti privati, anche qui in contrasto con il principio del primario interesse pubblico sancito dalla Corte Costituzionale.

  7. Interventi sui boschi giustificati in quanto compiuti come difesa dagli incendi! Viceversa è ampiamente documentato come il fuoco sia quasi sempre appiccato per interessi economici da organizzazioni criminali o per speculare sui terreni bruciati.

  8. Il diritto alla proprietà privata virtuosa è palesemente violato, prevedendo tagli coattivi di “boschi privati che abbiano superato il turno”, spessissimo preservati dai proprietari affinché possano tornare a naturalizzarsi. Anche questo in violazione dell’interesse pubblico primario sancito dalla Corte Costituzionale.

  9. La compensazione dei danni alle foreste è ammessa anche attraverso interventi “diversi” dalla riforestazione. Una possibile monetizzazione in cambio della realizzazione di strade e opere assimilabili in danno degli ecosistemi naturali.

  10. Vaghi e inconsistenti i riferimenti alle implicazioni ecologiche, culturali e di tutela del paesaggio e delle foreste, come viceversa sarebbe previsto dall’art. 9 della Costituzione.

  11. Bosco e foreste sono ecosistemi infinitamente complessi: forniscono cibo, ombra e protezione alla fauna selvatica. Quelli manipolati dall’uomo stravolgono i rapporti vegetazione/fauna con ricadute nefaste anche per le attività antropiche. Il riscaldamento globale in corso tende a modificare la composizione delle foreste, spesso favorendo i cespuglieti. Ne consegue che intervenire manipolando gli stadi maturi dei complessi forestali significa ledere il futuro del Paese e del Pianeta.

  12. Bisogna rendersi  conto che prima che una piantina raggiunga l’estensione fogliare di una grande albero passano almeno 50 anni ma non abbiamo 50 anni per mitigare l’effetto serra

    Abbattere una pianta, un assorbitore di CO2 è un atto contro il futuro dei nostri figli

  13. Il taglio delle piante per meri motivi economici deve essere disincentivato e deve essere invece incoraggiato il recupero degli alberi morti e dei rifiuti legnosi, senza toccare le piante sane

 

INTERNATIONAL TREE PROTECTION COMMISSION  (ITPC)

COMMISSION INTERNATIONALE POUR LA PROTECTION DES ARBRES

COMISION INTERNACIONAL PARA LA PROTECCION DE LAS PLANTAS

COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELLE PIANTE

 

Welcome on the website of the International Tree Protection Commission.

 

 

The International Tree Protection Commission (ITPC), is an Inter-Institutional Organization acting as international platform dedicated to build Climate Resilience through Disaster Risk Reduction, by tree and forestry preservation, ecological sustainability and environmental protection, as well as for sharing best practices and technical knowledge on efficient and long-lasting climate change reduction, through effective tree preservation.

 

The ITPC Commission has a mixed character: from one side it is formed by experts and research fellows working on the field of tree conservation, on the other side it gathers International Institutions, Governmental Agencies and Ministries, Ministerial Departments, Local Authorities and Communities, NGOs and Civil Society Organizations, for widespread tree protection.  

 

The ITPC has been established as emanation of the International Emergency Management Organization (IEMO) www.iemo.int, following the first Intergovernmental Organizations Conference on Emergency Prevention and Sustainable Development www.igo-conference.org, held in Rome, 25/27 September 2014, under the High Patronage of the Presidency of the Italian Republic, Italian Senate and Chamber of Deputies, Ministry of Foreign Affairs and Intl. Cooperation, Italian Ministry of Environment and Ministry of Public Administration, well as in full support the 2015 United Nations Sustainable Development Goals (SDGs), for the promotion of study, research and dialogue among the scientific community, international institutions, Governmental Agencies, NGOs and the private sector to reduce global warming effect and to promote sustainable development though the diffusion of the culture of tree preservation, for avoiding the cutting of trees, at local, national and global level.

 

Trees naturally absorb atmospheric CO2 and therefore represent the best way to preserve the delicate environmental equilibrium, avoiding a wide series of natural and socio-economic emergencies caused by climate change

 

Protecting trees and reducing tree exploitation for combustible or mere speculative reason, will result in a progressive reduction of climate change in full pursuance of the numerous international undertakings (Agenda 21, Copenhagen Summit, Rio+20, and Paris CoP 21) thereto agreed.

Climate Change can be mitigated by the protection and augmentation of trees as CO2 absorbers and for this reason their safeguard in quantitative and qualitative terms, represents a global priority and a sound imperative for the International Community.

 

Avoiding cutting of trees means giving to the atmosphere the ultimate chance of reducing Co2 in a natural way, contrasting sierra effect and therefore balancing the enormous quantity of warming  emissions.

 

INITIATIVES OF THE COMMISSION

 

According to the Commission’s authoritative point of view it is unthinkable and unbearable that in the era of hydrogen as fuel, high-tech research and exploration, internet and nano-technologies the world could rely on wood for heating, cooking of or electrical produce.

 

The real fuel for tomorrow is, from one side hydrogen and hybrid energetic sources like solar-heolic power points, which allow high efficiency and reliable energy produce and therefore the use of trees and wood as fuel for electric produce or individual consumption is to be considered too expensive in terms of climate change and the numerous disasters caused by global warming.

 

So, the primary goal of the International Plant Protection Commission is the reduction of tree demolition, by acting act as authoritative consultancy platform for law and decision making and scientific assertion for encouraging decision makers and political leaders to promote anti cutting campaigns, laws and legislations.

 

Cutting healthy trees just for reason of easiness or profit is a “cheap” but terrible decision.

Deprived from trees the environment cannot resist .

 

In particular the commission aims to:

  1. Declare trees as patrimony of mankind, since they allow living conditions and without trees the life on the planet arth will immediately collapse.
  2. reduce or abolish the use of healthy living trees as fuel for biomass electric power points. During the years the normal biomass matrix, represented by maize, has been replaced by wood. But the wood is largely obtained by cutting healthy living trees instead of using dead trees or fallen down ones. This is a great mistake: using healthy trees as fuel is a total nonsense because it literally misinterprets the goal of biomass power points: reducing C02 using ecologic renewable sources Trees themselves are already reducing C02 by filtering the air, therefore to use them as fuel, destroying the natural filters (with the pretext of reducing C02 emissions) is a non-sense. Instead it must be encouraged the use of dead or fallen down trees, mixed biomass from humid wastes and infesting vegetal biomass (as water Jacinta and seaweed) as well as from animal sewage (a great opportunity for a correct use of large biomasses of animal wastes, otherwise non utilized and environmentally dangerous)
  3. reducing or abolish the use of healthy living trees as fuel for individual consumption for heating (pellet stoves) Pellet stoves represent a serious danger for the environment because they release lot of harmful PM 10 ( particulate) and must be alimented by wooden pellets for at least for 20-30 years. Instead the Commission proposes the use of other species of combustible fuel (wood from wooden wastes, recycled wood, wood and compressed paper, compressed paper and coal, as well as obtained by mixtures of other components) and not from healthy living trees. Research in this field must be encouraged and
  4. Reducing or abolish the use of healthy living trees for cooking, as it happens mainly in Least Developed Countries, by promoting the use of solar cookers (economic and practical)
  5. Reducing the cutting and the demolition of healthy living public trees by local authorities, which often, with the pretext of road safety misinterpret the various national road regulations and demolish a large number of healthy trees at the margins of public roads. Instead the Commission encourages the use of velocity dissuaders and of guard-rails placed between the trees and the road.
  6. Reducing the cutting of trees in urban areas, often encouraged by local authorities for the scarcity of economic means to take care of public green and therefore demolished to save money. Instead the Commission proposes the mobilization of voluntary resources (as volunteer associations and individual volunteers) engaging themselves in taking care of public trees instead of demolishing them.
  7. These goals hsll be dealt by thematic committees within the Scientific Committee of the ITPC Commission (responsible for emitting Authority expertise to reduce the cutting of trees as well as enhancing sustainable energetic policies) as well as by the Legislative Committee (responsible for drafting and encouraging tree preserving legislations)
  8. other bodies of the ITPC are: the Research and Development Panel (RDP), responsible for research in alternative fuels to wood and alternative energy solutions and the Urban Policies Group (UPG) focused on urban trees and trees on extra-urban roads. 

 

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